MATERNITA’: di Giacomo Gusmeroli

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Dunque, come scrivevo, questo infinito sgomento – non
della morte, affatto- le grandi ali dei suoni.
Giovanni, si era arrampicato
su una roccia strappando un ramoscello pieno di belle bacche.
Le ha date alla Gemma. Oh! – disse- Io stavo a guardare tutto.
Ancora una volta mi metto a immaginare quel fatto
ma di quanti anni prima? dopo quanti anni?…

MATERNITA’

prima

Io le sentivo allora dalla spaccatura, intanto di soppiatto
…..fissavo
le loro garze inzuppate e gli stracci
buttati nel catino, su cui sfolgorava lucentissima la luce
…..del sole
dal vetro della finestrella; – e mi sentivo così solo e sopraffatto
come se in quel momento mi fosse stato dato a sorte
il miracolo stupefacente della vita. Avevo anche
…..timore
che la balia uscisse all’improvviso e mi trovasse dietro
…..la spaccatura
a sbirciare quell’evento a me proibito – soprattutto
scoprisse che avevo sentito le loro parole, scoprisse
la mia bravata maldestra.

segùnda

Dopo l’ultimo parto era smagrita;
le palpebre sempre inarcate; i seni
avevano perso la forma – lei lo vedeva e lo nascondeva
…..e era smarrita, silenziosa,
quasi per conto suo.
…..A volte, invece, si sedeva
immutabile, per attimi e attimi,
nella stessa posa, e assorta,
nel piccolo sgabello di betulla; si passava le mani
con un pezzo di sapone sbeccato – io lo intuivo
dall’odore entrando in stanza sua –
e mi piaceva, perché il sapone era sempre destinato
al giorno della festa e della domenica; – e ancora, adoperava
varie erbe officinali, raccolte di fretta la sera al scendere del sole,
erbe che rinfrescavano la pelle e davano alla faccia un carnato
lucido e pallido. Un giorno
mi guardò che la guardavo nello specchietto
forse aveva sentito la mia presenza alle spalle,
e sobbalzò tutta: fece una mossa
come se fosse scesa di colpo da un salto.
“ Così, hai notato anche tu che sono sciupata?”

e all’istante ridivenne lieta, consolata, bella
come un tempo, prima del suo mutamento
e prima dei grandi mutamenti incontrollabili del tempo.

“Una camminata fatto in quei
giorni che il freddo accorcia la pioggia… io
e lei, la Gemma, mia madre, di 95 anni”.

tèersa

Portami a camminare con te
appena lì avanti, fino al muro della contrada,
fin dove la valle si apre e appare
il campanile peraria e di sasso, calcinato dallo sprazzo
…..di luna,
così peraria e immateriale
così distaccato, quasi etereo
che puoi anche credere che non esiste
il vuoto con le sue lontananze.

Portami a camminare con te.

Ci abbandoneremo un momento sul sasso,
sul dosso,
e inumidendoci fra serti di brina
forse crederemo persino di volare,
perché a volte, come adesso, sento lo stropiccìo
…..dei miei panni
che sembra il fremito di due ali grandi,
e quando ti accosti a questo battito del volo
senti alleggerirsi le braccia, il corpo, la tua figura,
e così avvolto nella cornice di una brina azzurra,
negli tratti liberi dell’anima
non ha importanza che tu salpa o ritorni,
né importa che i nostri capelli siano imbiancati,
(è questo che mi dà tenerezza – e mi dà tenerezza
che s’imbianca anche lo sterrato).

Portami a camminare con te.

peraria: cavato su dal dialetto vecchio

Trovate QUI più informazioni su Giacomo Gusmeroli, il suo ultimo libro, “Quattro mesi e venti giorni” è uscito per LietoColle.

*     *     *     *     *

An English translation of this poem can be found below:

 

So, as I wrote, this infinite dismay – not
of death, at all – the broad wings of sounds.
Giovanni, had climbed
up on a rock tearing off a small twig full of beautiful berries.
He gave them to Gemma. Oh! –she said– I was watching everything.
Once again I re-immagine that moment
but how many years before? after how many years?…

MATERNITY

first

I could hear her then through the fissure, meanwhile furtively
…..I stared at
their sopping gauze and the rags
thrown into the basin, on which the polished sunlight
…..blazed
from the window’s glass; – and I felt so alone and overwhelmed
as if in that moment I had been given at random
the stupefying miracle of life. I was also
…..afraid
that the nurse would come out suddenly and find me behind
…..the fissure
peering in at that event forbidden to me – especially
discover that I had heard their words, discover
my clumsy escapade.

second

After the last birth she was gaunt;
eyelids always sagging; her breasts
had lost their shape – she saw it and hid it
…..she was lost, silent,
almost of her own accord.
…..Sometimes, instead, she would sit
unchangeable, for moments and moments,
in the same position, and lost in thought,
on the small birch stool; she passed a chipped
bar of soap over her hands – I intuited that
from the smell upon entering her room –
and it pleased me, because soap was always used
on holidays and Sundays; – and still, she employed
various medicinal herbs, quickly gathered in the evening when the sun went down,
herbs that refreshed the skin and gave the face a pale and glowing
flesh. One day
she saw that I saw her looking in the mirror
perhaps she felt my presence at her shoulder,
and she started: with a movement
as if suddenly landing hard from a jump.
“So, have you also noticed that I’m falling apart?”

and instantly she became happy again, consoled, beautiful
as she once was, before her change
and before the great, uncontrollable changes of time.

“A walk taken in those
days when the cold cut short the rain… She
and I, Gemma, my mother, 95 years old”.

third

Take me walking with you
just there ahead, up to the wall of the contrada,
up to where the valley opens up and it appears
the unearthly bell tower of stone, whitewashed by the flash
…..of moonlight,
so unearthly and immaterial
so detached, almost ethereal
that you can even believe it doesn’t exist
the void with its remoteness.

Take me walking with you.

We let ourselves go for a moment on the rock,
…..on our backs,
and dampened among garlands of hoarfrost
perhaps we believe we can even fly
because sometimes, like right now, I hear the rustling
…..of my clothes
that seems like the flapping of two broad wings,
and when this beat of flight accosts you
you feel your arms, your body, your features, lighten
and so wrapped up in the frame of azure hoarfrost,
in the liberated lines of the soul
it doesn’t matter if you’re taking off or returning,
nor does it matter that our hair has turned white,
(it’s this that moves me – and it moves me
to see that the path has also turned white).

Take me walking with you.

(translated by Bonnie McClellan)

for more poems by Giacomo Gusmeroli on this blog, click HERE.

~ by bonniemcclellan on February 17, 2017.

One Response to “MATERNITA’: di Giacomo Gusmeroli”

  1. This is beautiful.

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